Precisazione dell’Inail sulla correlazione tra COVID-19 e infortunio sul lavoro
Confcooperative: "Importante il riconoscimento della non automaticità della responsabilità penale e civile degli Amministratori"

“Accogliamo con estremo favore e sollievo la precisazione dell’Inail circa il fatto che l’infortunio sul lavoro per Covid-19 non può essere collegato automaticamente alla responsabilità penale e civile del datore di lavoro e quindi degli Amministratori delle Cooperative” così dichiara il Presidente Regionale di Confcooperative Umbria Carlo Di Somma.
La nota dell’Inail precisa che il datore di lavoro potrebbe risponde penalmente e civilmente delle infezioni di origine professionale solo se viene accertata la propria responsabilità per dolo o per colpa.
La questione è di grande rilevanza in quanto si inserisce in un aspro dibattito che si è sviluppato nei giorni scorsi dopo che l’Inail aveva sancito l’esistenza dei presupposti per il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro per i dipendenti che contraevano positività al Covid-19. Tale disposizione aveva spalancato immediatamente la porta a possibili responsabilità dirette del datore e in alcune regioni particolarmente toccate dalla pandemia si erano subito attivati percorsi giudiziari.
“L’Inail precisa giustamente nella nota che il riconoscimento dall'infortunio sul lavoro non fa discendere automaticamente l’accertamento della responsabilità civile o penale in capo al datore di lavoro – prosegue il Segretario Regionale di Confcooperative Lorenzo Mariani – e questo solleva molti Dirigenti di imprese cooperative in gran parte socio-sanitarie ma anche della logistica, dei servizi ed agroalimentari che in questi mesi di quarantena non hanno sospeso la loro attività. Per tutelare questi Amministratori, Confcooperative si è mossa fin da subito unitamente alle altre Associazioni di Categoria per sensibilizzare sul tema il Governo Nazionale e quello dell’Ente Assicurativo del Lavoro”.
L’Inail precisa che il riconoscimento dell’infortunio da parte dell’Istituto non assume alcun rilievo per sostenere l’accusa in sede penale, considerata la vigenza in tale ambito del principio di presunzione di innocenza nonché dell’onere della prova a carico del Pubblico Ministero. E neanche in sede civile il riconoscimento della tutela infortunistica rileva ai fini del riconoscimento della responsabilità civile del datore di lavoro, tenuto conto che è sempre necessario l’accertamento della colpa di quest’ultimo per aver causato l’evento dannoso.
“Auspichiamo che sul tema possa essere emanata a breve una norma scritta da parte del Governo o del Parlamento – concludono Di Somma e Mariani – ma riteniamo in ogni modo importante la nota dell’Inail laddove individua la esistenza di molteplici modalità di contagio e la mutevolezza delle prescrizioni da adottare sui luoghi di lavoro, oggetto di continuo aggiornamento da parte delle autorità in relazione all’andamento epidemiologico, rendendo estremamente difficile ed improbabile la configurabilità della responsabilità civile e penale dei datori di lavoro”



Autore: Ufficio Stampa
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