Sanificazione, Confcooperative Lavoro e Servizi «Procedure certe, no a chi si improvvisa»
Stronati sul Dl Rilancio «Esonero da responsabilità penale, rapidità per accesso al credito»

SANIFICAZIONE «Sulla sanificazione occorre un protocollo di procedure certe che permetta di tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini e un piano nazionale di sanificazione con un programma di public procurement per un affidamento di servizi di sanificazione ad aziende altamente specializzate con un consolidato know how».

«Stiamo registrando – ha sottolineato Stronati nel corso del webinar Ripartenza e PA: quale "sanificazione" contro la burocrazia, organizzato da Federterziario – chiari segnali di una tendenza che porta a internalizzare i servizi di sanificazione, un trend che va contrastato, perché inevitabilmente determina gravi conseguenze».

«Almeno due gli effetti negativi. In primis la mortificazione del mercato interno delle imprese specializzate nel settore della sanificazione: non è possibile statalizzare servizi che necessitano di alti profili di professionalizzazione e di formazione specifica. Poi, con l’esclusione delle imprese specializzate ed esperte nei servizi di sanificazione – conclude Stronati – si mette a rischio la sicurezza e la salute per i cittadini e per i lavoratori».

DL RILANCIO «Le imprese sono sovra responsabilizzate. Dopo ammortizzatori sociali insufficienti, misure per la liquidità carenti, rischiare anche una denuncia penale e vedersi così inserire in una black list e non poter più lavorare per la PA è davvero inaccettabile». È quanto afferma Massimo Stronati, presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi al margine del webinar "Edilizia, Efficienza Energetica, Autoproduzione, Autoconsumo Collettivo" organizzato dai senatori Coltorti e Girotto, rispettivamente presidente della commissione Lavori pubblici e presidente commissione Industria al Senato.

«Dopo oltre due mesi di lockdown, finalmente ripartiamo e ci troviamo ad affrontare non "solo" gli effetti economici dell'emergenza sanitaria e l’applicazione delle normative differente a seconda della Regione in cui si opera ma anche una seria responsabilità: il contagio da Coronavirus che è avvenuto sul luogo di lavoro o nel tragitto casa lavoro o in qualsiasi altra situazione di lavoro è da considerarsi infortunio. È l’ennesimo colpo – aggiunge Stronati – contro le imprese che con estrema difficoltà continuano a garantire le proprie attività e i servizi considerati essenziali per il nostro Paese in momento così drammatico».

Il presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi chiarisce che «occorre anche un impegno maggiore per la semplificazione nelle procedure di accesso al credito bancario e per accelerare la cig in deroga. La semplicità e la rapidità nelle procedure di erogazione sono un fattore decisivo per dare ossigeno alle imprese”. Stronati spiega che “le anticipazioni sul decreto cd. Rilancio sul rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, del ristoro a fondo perduto per le imprese e un credito d’imposta dell’80% per le spese necessarie per la riapertura sono una buona notizia a patto che siano misure che si estendano nel lungo periodo».

«Bene anche i “crediti d’imposta” legati al recupero del patrimonio edilizio – conclude il presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi - con cui si mira al raggiungimento di un interesse collettivo, in quanto si opera per la tutela dell’ambiente e per la prevenzione e sicurezza dell’incolumità dei cittadini. Ma occorre anche in questo caso una programmazione a medio e lungo termine (15 o 20 anni) che consentirebbe una pianificazione pluriennale delle imprese, oltre che degli investitori e dei singoli proprietari. Solo esonerando le imprese dal rischio penale per i datori di lavoro nei confronti dei lavoratori contagiati dal Covid-19 e assicurando meno burocrazia, rapidità, semplificazione e pianificazione pluriennale riusciremo a far ripartire il nostro Paese».



Autore: Ufficio Stampa
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